PK GAZA PARKOUR

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Il termine “Parkour” deriva dal Francese “parcour” che significa percorso ed il praticante si chiama “traceur”: colui che traccia il percorso. Il Parkour è filosofia di vita che diventa Sport, Disciplina, la Vera Arte dello spostamento. Praticata da giovani nei quartieri e nelle banlieues di ogni città è arrivata anche a Gaza, dove muri e barriere sono più che evidenti.

“Il Parkour per me non è solo uno sport – Mohammed Aljakhbir, 23 anni – È una filosofia, mi aiuta a superare le difficoltà della vita quotidiana, a sentirmi libero”.
Acrobati per passione e necessità, come sono un po’ tutte le persone che vivono a Gaza, 360 chilometri quadrati per un milione e 600mila abitanti, due terzi dei quali profughi, a cui è negato il diritto di uscire dai confini della Striscia, che vivono con i sussidi dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, a scuola hanno i doppi turni e possono contare solo su otto ore di elettricità al giorno.

Mohammed e Abdallah, sono stati i primi ad iniziare questa disciplina nella Striscia di Gaza. Hanno iniziato una lunga formazione individuale apprendendo le tecniche del Parkour ” Via Internet”. A Khan Younis hanno iniziato a formare anche decine di giovani che oggi sono il cuore del Parkour nella zona sud della Striscia. Grazie ai progetti di scambio sportivo e culturale, sostenuto da derse associazioni italiane, sono riusciti a partire  e il loro sogno è diventato una realta’ conosciuta. Una realta’ che soprattutto vuole far conoscere la vita quotidiana di Gaza.  “Vogliamo far conoscere ai ragazzi italiani le esperienze umane e le attività sportive dei loro coetanei di Gaza.”

“Da noi non si può progettare il futuro – Abdallah, 23 anni – Questo ci dà un grande senso di frustrazione”. “Solo quando siamo usciti da Gaza  ci siamo resi conto delle distanze, abbiamo capito quanto fosse piccola la nostra terra”.

Link alle attività del Gaza Parkour:

Il gruppo:

https://www.facebook.com/Gaza.PKT



I media su di loro:

Attività con i ragazzi: