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3° FESTIVAL for Training and Exchange – Italy – Gaza

ATTIVITA’ di Scambio e Formazione
Italia – Gaza
Maggio 2016
Introduzione:
Il “Centro Italiano di Scambi Culturali – VIK”, realizza periodicamente attività di Scambio e Formazione, tra Italia e Gaza. Gli scambi, come forma di “Cultrual Diplomacy” hanno lo scopo di portare nella Strisica di Gaza, formatori italiani in diversi settori, culturale, sportivo, socio-educativo, per lo scambio di attività pratiche dirette a giovani, donne e bambini.
Le difficoltà di entrata nella Striscia di gaza sono ampiamente conosciute; purtroppo i confini rimangono sigillati, la vivibilità per la popolazione è sempre più stressante, per la totale chiusura. Difficoltà lavorative per molti giovani, ancora molte case da ricostruire, nessuna possibilità di accedere agli studi fuori dal territorio di Gaza, nessun futuro in arrivo. Questo purtroppo influisce negativamente sull’umore e sulle speranze della popolazione, soprattutti i giovani, che, chiusi nell’enclave di Gaza non trovano risposte al superamento del conflitto in corso. Conflitto che ormai appartiene solo alle decisioni altrui, siano queste del governo locale, sia dell’occupante sia dei governi esterni che decidono comunque sulla popolazione, senza trovare nessuna soluzione.
Ma come sempre Gaza non si arrende, le idee e la vitalità, della gente di Gaza non si arresta. Le proposte che continuano a pervenire sono di vera e propria capacità di resilienza di fronte al rifiuto di aprire spazi e confini per questa gente. Ogni singolo individuo intende ribadire e affermare i propri giusti diritti di libertà e autodeterminazione.
Questa volontà e l’innata capacità di superare questa dichiarata ingiustizia, supera i confini della chiusura e dell’assedio; non rimane ferma ad aspettare gli aiuti ma si rimette in movimento con eventi ed attività che riportano lo spirito ad attivarsi per la ricostruzione e la speranza in un futuro diverso ed UMANO per tutti.
E dopo lo scambio di formazione per il Circo, Acrobati, Yoga, il Centro Italiano, ha organizzato per il mese di maggio uno scambio di formazione culinaria: il cibo italiano che tutti amano PiZZA e PASTA
Cibo & Cultura: rivolto ai professionisti della preparazione del cibo (ristoranti, pizzerie, istituto alberghiero), interessati alla formazione nella preparazione e conoscenza di cibi di altri paesi, cucine etniche diverse, preparazione di impasti per Pizze e Pasta. Il gruppo sarà composto da 4 chef italiani provenienti dalla Sardegna, specializzati nella preparazione di paste e pizze “italian style”: Domenico, Maria, Maurizio, Stefania
Partner palestinesi coinvolti: Palestine Professional College (Deir el Balah), Ristoranti e Pizzerie: Mr baker, Taboun, Mazaje, Oregano….; Sarà realizzato uj workshop anche con le donne del Ministero degli Afffari Sociali, il campo profughi di Deir el Balah e singole famiglie e persone. Sara’ inoltre organizzata una giornata di preparazione della pizza e pasta presso il Centro Italiano e per l’Evento Finale è prevista la preparazione di una Super “Pizza Pazza in Piazza a Gaza” 🙂

Programma attività del gruppo di formazione:

Cibo & Cultura: La pizza “impasto” di Popoli
L’origine della pasta fresca si perde nella notte dei tempi diventando persino mitologia e favola. La grande intuizione dei Popoli “raccoglitori” legata alla coltivazione dei cereali, rivoluzionò la vita dell’ intera Umanità. La nascita dell’agricoltura e della coltivazione soprattutto di cereali, non solo costrinse ad abbandonare la vita nomade, ma fu il motivo per cui nacquero le comunità e i villaggi. La certezza del pasto da consumare ogni giorno porto’ ad un notevole aumento demografico non solo nei paesi del Mediterraneo.Tracce di ‘IMPASTO” fresco erano già presenti decine di secoli prima della nascita di Cristo. In tutto il Mediterraneo:in Egitto, in Grecia, a Roma e così via.
Poi le strade dell’IMPASTO con acqua , farina cereali e frumento diventano due.La pasta fresca diventa pasta secca tra le popolazioni Berbere e Beduine che necessitavano di alimenti “nomadi” a lunga conservazione. Diedero origine ai tubicini di pasta essiccata al sole, ancora usati e non solo nelle regioni arabe ma anche nei luoghi conquistati dagli Arabi, l’Italia (soprattutto nel sud) e la Spagna.La pasta fresca invece trovò marito in Egitto. Nell’Antico Egitto l’impasto fresco coperto ma inutilizzato per diverse ore, veniva cotto in formelle di pane, risultando morbido rispetto agli impasti panificati fino a quel momento. Tanto gradevole al palato e versatile, l’impasto lievitato si diffuse presto in tutto il Mediterraneo. I pani farciti, conditi con oli, formaggi e ortaggi saziarono e nutrirono per secoli interi Popoli. I commerci ma anche le guerre nel Mediterraneo e oltre, portarono alla mescolanza delle persone e degli alimenti, i viaggiatori Arabi fecero da cerniera tra Oriente e Occidente.
La storia dell’IMPASTO e’ una storia di fusione tra le culture. Forse il primo esempio di cucina FUSION.Ma qualcosa di ancora più straordinario doveva arrivare dal Nuovo Mondo. Perché dai lunghi viaggi transoceanici arrivarono moltissimi altri alimenti e ortaggi. Dopo la Scoperta delle Americhe in seguito ai viaggi del genovese Cristoforo Colombo ormai alla fine del 1400 d. C. arrivarono in Europa decine di nuovi ortaggi ed alimenti fino allora sconosciuti tra cui il mais, la patata, il pomodoro e molti altri, che incontrando l’impasto lievitato, cotto ad alte temperature avrebbero poi, creato nuove pietanze della tradizione Mediterranea e Italiana.
Passarono diversi secoli prima che si capisse la varietà dell’uso del pomodoro, più popolare del cacao, ritenuto non del tutto commestibile; lentamente diventa un frutto (o ortaggio), centrale nell’alimentazione quotidiana, in Italia specialmente. Così tutti i protagonisti provenienti da mezzo Mondo si ritrovano in Italia: l’impasto lievitato, il pomodoro passato e a fette, la mozzarella di bufala originaria proprio della Campania e presente già nel XII secolo d.C. nel territorio, insomma, tutti si ritrovano a Napoli tra le abili mani del signor Raffaele Esposito “pizzaiuolo” che nel 1889 dedico’ alla Regina Margherita consorte del re Umberto I due pizze della tradizione napoletana, più una terza che ricordava il Tricolore italiano: pomodoro, mozzarella e basilico, divenuta in seguito la Pizza Margherita, riconosciuta come la vera pizza napoletana. Nei loro viaggi in America e nel Mondo, per sfuggire alla miseria, in cerca di lavoro e di fortuna i pizzaioli napoletani diffusero l’arte della pizza e soprattutto, la passione per la pizza. La pizza, piatto della tradizione italiana, e’ in effetti un mosaico di ingredienti esotici, il SIMBOLO dell’Italia nel Mondo, ha di fatto, un CORPO MULTIETNICO e un’ANIMA NAPOLETANASempre fedele alle sue origini umili e popolari: amata da poveri e ricchi in quasi tutte le regioni del Mondo, da vegetariani e non, a tavola o a passeggio. Grazie alla PIZZA uomini e donne hanno riscattato le loro condizioni di vita, Ovunque. Così come gli ESSERI UMANI ogni giorno si ricreano, CON AMORE E RICONOSCENZA, la PIZZA FIGLIA DEL MONDO, AL MONDO E’ RITORNATA.

PROGRAM – May 25th to June 3rd 2016:

WORKSHOP for italian Pizza and Pasta
Palestine Technical College – Deir el Balah
Thursday May 26th at 11am
Friday May 27th at 11 am
Saturday May 28th at 11 am

Deir el Balah Refugee Camp
ThursdayThursday May 26th at 3 pm

Minisry of Social Affair with women
Sunday May 29th at 9 am
Monday May 30th at 9 am

Restaurants and Pizza shop (Taboun, Mr Baker,…….
Tuesday May 31st at 11 am
Wednesday June 1st at 11 am

Final Event – Thursday June 2nd at 5pm to the PORT
PIZZA PAZZA in PIAZZA a GAZA!!!!
Crazy PIZZA to the streets in GAZA
We do together a large pizza, you’re all invited13062310_1152434978154816_3892830331683293409_n

“Exchange Activities – ITALY GAZA” May 25th 2016 – June 3rd 2016

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“Exchange Activities – ITALY GAZA”

May 25th 2016 – June 3rd 2016

The “Italian Center for Cultural Exchange – VIK”, realizes regular activities of exchange and training, between  Italy and Gaza. It is a part of “Cultural diplomacy”, and the  aim is to bring  Italian trainers for the exchange on practices activities, in different sectors: cultural, sports, social-educational, for youth, women and children, in Gaza.

The difficulties to entry into Gaza Strip, are widely known; unfortunately, the borders remain sealed and the livability for the population is becoming more stressful, for total closure;  unemployment for many young people; many houses still destroyed waiting to to be rebuild; difficulties on access to studies outside the territory of Gaza, no future coming. This situation,  unfortunately,  has a negative effect on mood and on the hopes of the population; especially the young people, who are close int the  enclave of Gaza and  do not find answers to overcoming the ongoing conflict. Conflict that is  belongs just to the decisions of others (be they local governments, occupation, or international community and governments that decide on the population, without finding any solution.

Despite the situation, Gaza does not give up, ideas and vitality of the people in  Gaza does not stop. They use their real resilience in front of the refusal to open spaces and boundaries; every individual wishes to reiterate and assert their right to freedom and self-determination rights.

This innate ability to overcome this injustice declared exceeds the boundaries of the closure and siege; does not stand still waiting for aid but resumes movement with events and activities that bring the spirit to work for the reconstruction and hope for a different future for all and HUMAN.

After the exchanges on training for the circus, acrobats, Yoga, media, education, parkour, skaters etc…the Italian Centre, has organized for the month of May an exchange on culinary education and italian traditional food: PIZZA  and PASTA, that everyone loves !!!!

Food & Culture: aimed to professionals of the food preparation (restaurants, pizzerias, hotel management, school), interested in training on preparation and knowledge of food from other countries, different ethnic cuisines, preparation of dough for pizzas and pasta. The group will be composed of 4 Italian chef from Sardinia, specialized in the preparation of pastas and pizzas “Italian style”: Domenico, Maria, Maurizio, Stefania

Palestinian partners involved: “Palestine Technical College” (Deir el Balah), Restaurants and Pizzerias: Mazaje, Matahaf, Thailand, Oregano ….; also families and persons. We’ll be also organized a day preparation of the pizza and pasta at the Italian Centre and see the feasibility for a initiative in a  square.

“Pizza Pazza per tutti in Piazza a Gaza” – “Crazy Pizza in a square  for all in Gaza”

 

Food and Culture:

Pizza “mixture” of Peoples

The origin of the fresh pasta is lost in the mists of time becoming even mythology and fairy tale. The great intuition of the Peoples “gatherers”  linked to the cultivation of cereals, has changed the lives of all humanity. The birth of agriculture and especially the cultivation of cereals, not only forced them to abandon the nomadic life, but it was the reason of the beginning of the communities and villages. The certainty of the meal to be consumed every day brought a significant increase of the population not only in the Mediterranean countries. Traces of fresh PASTA were present already dozens of centuries before the birth of Christ throughout the Mediterranean: Egypt, Greece, Rome, and so on.

Then, the history of the “mixture”  with water, grains and wheat flour will be devided into 2 roads; fresh pasta becomes dry pasta between the Berber and Bedouin population  who needed “nomadic”  long  life food. They gave origin to the dried pasta under the sun, still used and not only in the Arab regions but also in the places conquered by the Arabs, Italy (especially in the south) and Spain. Fresh pasta instead found her husband in Egypt. In ancient Egypt the fresh mixture covered but unused for several hours, was still baked in bread molds, which turned softer than panificati dough until then. Both palatable and versatile, the leavened dough soon spread throughout the Mediterranean. The stuffed breads, seasoned with oil, cheese and vegetables gorged and nurtured for entire peoples centuries. Businesses but also wars in the Mediterranean and beyond, led to the mixing of people and food;  travelers Arabs acted as a link between East and West. The history of the dough is an history of fusion between cultures, maybe  the first example of FUSION cuisine. But something even more extraordinary came from the New World; by the long transoceanic journeys arrived many other foods and vegetables. After the discovery of the Americas as a result of travel of the Genoese Cristoforo Colombo, almost at the end of 1400 d. C. came to Europe dozens of new vegetables and foods hitherto unknown including corn, potato, tomato and many others, that meeting the leavened dough, cooked at high temperatures would then created new dishes of the Mediterranean tradition and Italian.

It spent several centuries before understanding how to use the tomato,  more popular of cocoa, it was considered not entirely edible; slowly it becomes a fruit (or vegetable), important in the daily diet, especially in Italy. So all the elements from the middle of the  world are found in Italy: the leavened dough, the tomato sauce and sliced, the original buffalo mozzarella of Campania (already present in the territory on early XII  century A.D. ); in short, all of this elements  find themselves in Naples in the capable hands of Mr. Raffaele Esposito “pizzaiuolo”.  In 1889 he dedicate ‘to Queen Margaret, wife of King Umberto I, two Traditional Neapolitan Pizzas, plus one with the Tricolore, (the color of Italian flag):  tomato (red), mozzarella (white) and basil (green), which later became the PIZZA  MARGHERITA recognized as the true Neapolitan Pizza.

The people, during their  travelling in America and  around the world, to escape poverty in search of work,  the  lNeapolitan pizza chefs,  spread the art of pizza and  a passion for pizza everywhere.  The traditional  Italian  Pizza, is in fact a mosaic of exotic ingredients, the  italian SYMBOL  in the World, has in fact, a MULTIETNIC BODY and NAPOLETAN SOUL.  Always faithful to its  humble and popular origins; loved by the poor and rich in almost all regions of the world, to be vegetarian or not, at the table or walking. Thanks to PIZZA people have redeemed their living conditions, anywhere. As well as HUMAN BEINGS every day recreating, WITH LOVE AND GRATITUDE, the PIZZA, DAUGHTER OF THE WORLD, TO THE WORLD RETURNED.

 

 

PROGRAM – May 25th to June 3rd  2016:

 

 

WORKSHOP for italian Pizza and Pasta

Palestine Technical College – Deir el Balah

Thursday May 26th  at 11am

Friday May 27th  at 11 am

Saturday  May 28th  at 11 am

 

Deir el Balah Refugee Camp

ThursdayThursday May 26th  at 3 pm

 

Minisry of Social Affair with women

Sunday  May 29th  at 9 am

Monday May 30th  at 9 am

 

Restaurants  and Pizza shop (Taboun, Mr Baker,…….

Tuesday May 31st  at 11 am

Wednesday June 1st  at 11 am

 

Final Event – Thursday June 2nd  at 5pm to the PORT

PIZZA PAZZA  in PIAZZA  a GAZA!!!!

Crazy PIZZA to the streets in GAZA

We do together a large pizza,  you’re all invited

 

 

 

IUGDUGY

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Pictures from the painful anniversary of the killing of Vittorio Arrigoni.

In questi giorni si è tenuta sulla striscia di Gaza una festa in memoria di Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani morto per mano salafita il 15 Aprile 2011 in circostanze ancora non ben accertate; il decesso avvenne dopo ore di torture subite dal giovane.

Come di consuetudine negli ultimi cinque anni, il centro “ Italian Center for Cultural Exchange Vik” sito nella Striscia di Gaza in collaborazione con il Meshal Cultural Center e insieme ad artisti palestinesi tra musica e spettacolo, canti e balli amano salutare Vittorio e il ricordo che lasciò soprattutto nei ragazzi che lo hanno avuto al loro fianco ogni giorno con allegria, amore e rispetto. Il saluto termina poi su di una piccola imbarcazione in legno dove spesso amava passare le sue giornate in compagnia della sua immancabile pipa al fianco dei pescatori dell’enclave.

Il centro di scambio interculturale lavora nel ricordo dell’attivista mettendo in pratica i suoi insegnamenti di nonviolenza e pacifismo; da anni si occupa di portare la condivisione delle culture dei territori occupati a tutte le persone disposte a partecipare pacificamente e attivamente attraverso il senso dell’amicizia e della nonviolenza, trovandosi a diretto contatto con i giovani gazawi e organizzando così attività di carattere culturale.

In questi giorni si è tenuta sulla striscia di Gaza una festa in memoria di Vittorio Arrigoni

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Come di consuetudine negli ultimi cinque anni, il centro “ Italian Center for Cultural Exchange Vik” sito nella Striscia di Gaza in collaborazione con il Meshal Cultural Center e insieme ad artisti palestinesi tra musica e spettacolo, canti e balli amano salutare Vittorio e il ricordo che lasciò soprattutto nei ragazzi che lo hanno avuto al loro fianco ogni giorno con allegria, amore e rispetto. Il saluto termina poi su di una piccola imbarcazione in legno dove spesso amava passare le sue giornate in compagnia della sua immancabile pipa al fianco dei pescatori dell’enclave.

Il centro di scambio interculturale lavora nel ricordo dell’attivista mettendo in pratica i suoi insegnamenti di nonviolenza e pacifismo; da anni si occupa di portare la condivisione delle culture dei territori occupati a tutte le persone disposte a partecipare pacificamente e attivamente attraverso il senso dell’amicizia e della nonviolenza, trovandosi a diretto contatto con i giovani gazawi e organizzando così attività di carattere culturale.

Photography Course in the Italian Center

 

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1°Photography basic Course

40 hours training in the Italian Center for Cultural Exchange

In partnership with

  • Photographers without borders (FSF) Italy.
  • Italian Association of Filmmakers.
  • Arab Union of Photographers Gaza-Palestine Branch.
  • Palestinian Photographic society Gaza-Palestine.

Course program:

  • history of photography in the world and Palestine
  • Camera and their parts
  • types of lenses
  • Exposure triangle
  • Photo Composition
  • How to read the Photo

This course for 40 hour 7 days in class and 3 days in field

Practical Training Area:
Beit Lahia: the head of Beit Lahia municipality received the group of photographer’s trainees and welcoming us than explain about bet Lahia famous products of agricultural and strawberries are exported

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“Images by Shadi Al Qarra”

Photo for Animation & Entertainment Training

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Photo for Media & Communication Training

 

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Photo for Art & Graffiti Training

 

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Photo for Parkour Training

 

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